Dossier della Rivista Aste Giudiziarie n. 450

  • Dossier: Energia elettrica, il mercato libero può aspettare
  • Periodo: Aprile 2017

Energia elettrica, il mercato libero può aspettare

Un emendamento del Governo al ddl Concorrenza sposta al 2019 la totale liberalizzazione del settore. Chi nel frattempo aveva scelto il regime tariffario “di mezzo”, tra un anno potrà tornare alla maggior tutela.

 

La “rivoluzione” del mercato dell’energia elettrica dovrà attendere. Un emendamento del Governo al ddl Concorrenza fa slittare di un anno, in pratica al giugno 2019, la fine del regime tutelato in cui si trova la maggior parte degli italiani e dove è l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi) a fissare i prezzi dell’energia e del gas. Una decisione che fa tirare un piccolo sospiro di sollievo alle associazioni dei consumatori da sempre critiche su questo passaggio che avrebbe costretto tutti gli utenti a passare obbligatoriamente al libero mercato, alle prese con le offerte (non sempre trasparenti e convenienti) dei diversi operatori sul mercato.

 

La tutela simile. Proprio per “allenare” gli utenti a destreggiarsi tra le offerte del libero mercato è nata, a partire dal gennaio di quest’anno, la cosiddetta “tutela simile”. Si tratta di un contratto-ponte della durata di un anno (e solo uno) con un’azienda privata tra quelle accreditate da Aeegsi. La particolarità è che le tariffe sono ancora quelle fissate dall’Autorità e che le singole aziende dovranno offrire in aggiunta un bonus, uno sconto che va dai 115 ai 10 euro, che verrà applicato al cliente sulla prima bolletta.

 

Che succede adesso? L’idea di fondo era che, concluso l’anno-prova, gli utenti sarebbero stati più pronti a compiere il salto definitivo e avrebbero potuto scegliere con maggiore cognizione di causa l’azienda a cui affidarsi. A questo punto, però, allo scadere dei 12 mesi i clienti non saranno più costretti a scegliere un operatore del mercato libero ma potranno anche, semplicemente, tornare al punto di partenza e al “porto sicuro” della maggior tutela.

 

I consumatori. “Lo slittamento di un anno rappresenta una vittoria a metà. È proprio la fine del regime tutelato il problema perché il mercato libero che si prospetta agli utenti è anticoncorrenziale, in cui è difficile comparare le tariffe tra loro e quindi permettere ai consumatori di operare la scelta più adatta e più conveniente per le proprie tasche, e dove il prezzo di luce e gas è superiore del 20-30% a quello in vigore per i clienti domestici del mercato tutelato”, ha dichiarato il presidente di Adiconsum. Gli fa eco il presidente dell’Unione Nazionale consumatori: “Prima si creano le condizioni per un’effettiva concorrenza e poi si potrà eliminare il mercato tutelato. Non viceversa”.

 

La concorrenza difficile. In effetti, sarebbe proprio il timore delle possibili ricadute sui portafogli dei consumatori ad aver spinto il Governo a decidere questo ulteriore slittamento: “Vogliamo evitare che il superamento del mercato tutelato comporti un aumento delle bollette”. Questo periodo in più, prima del “libera tutti”, dovrebbe anche servire al Governo per verificare l’andamento del mercato e se ci sono le condizioni perché il passaggio sia indolore per gli utenti domestici.

 

A fotografare la situazione e gli effetti della concorrenza è intanto l’Aeegsi. L’ultimo monitoraggio, pubblicato lo scorso 16 marzo, e relativo agli anni 2014-2015 attesta la diffidenza degli italiani verso il libero mercato: nel 2015 erano solo un terzo (32%) le famiglie che lo avevano scelto. “Per i clienti domestici il comportamento più comune è quello di rimanere o tornare nel servizio tutelato, per limitata conoscenza del mercato, probabilmente a causa di una parziale fiducia nei mercati stessi”, si legge nel report dell’Autorità.

 

Non solo, dall’analisi dei costi emerge come quelli sostenuti dai clienti domestici nel mercato libero siano mediamente superiori rispetto a quelli nel regime di maggior tutela, in pratica passando alla concorrenza si spende di più. Le ragioni possono essere di due tipi: l’incapacità dei consumatori di cogliere le offerte più convenienti (come sottolinea l’Aeegsi) o il fatto che le tariffe degli operatori privati non siano così convenienti.

 

 

fonte: kataweb/consumi